La prima volta sul palco

Nero, ricordo di aver visto tutto nero quando si è aperto il sipario. Avevo sette anni e non avevo idea di quello che stava per succedere.

Non ricordo come arrivai al teatro. Qualcuno deve avermi accompagnato. Dopotutto avevo solo sette anni. Ricordo che tutti gli altri erano già lì. Tutti i miei compagni ed il maestro. Ero molto felice del fatto che le persone avrebbero visto il lavoro di tutto l’ anno. Ma ero anche molto impaurito, non sapevo che emozione si provasse a stare su un palco, con centinaia di occhi che ti guardano.

Quando ho visto il maestro, mi sono sentito un pochino più tranquillo, ma comunque non sapevo come sarebbe stato quel palco e come mi sarei sentito.

Ricordo ancora il profumo. Quel profumo che si sente quando entri in un teatro, un profumo di “vecchio”. Ricordo anche il rumore dell’euforia e soprattutto ricordo le parole del maestro per farci stare tranquilli.

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Dopo un’ora di preparazioni varie eravamo tutti pronti a salire sul palco, ma mancava ancora del tempo, così una ragazza di nome Sara, che ci stava aiutando, ci ha fatto fare un gioco. Eravamo felici anche se lei era molto severa: aveva i rasta, era vestita in modo un po strano e mi faceva molta paura. Poi però, questa ragazza che mi faceva così paura, diventò la mia maestra, e ho scoperto che era anche molto simpatica. Avevo solo sette anni.

Finito il gioco. Era ora di salire sul palco. Eravamo tutti diventati muti. E muti ci hanno fatto sistemare sul palco, ma era tutto buio.

Non si vedeva nulla. Aperto il sipario ho visto tutto nero. Devo ammettere che mi sono anche un po’ spaventato. Solo per qualche secondo. Subito dopo hanno acceso le luci e ho visto tantissimi flash accecarmi e poi i miei genitori, e alcune persone che conoscevo che mi salutavano.  Mi sono sentito sollevato e ho capito che non c’era proprio nulla di cui aver paura.

Quando è finito il saggio tutti che ci facevano i complimenti.

Forse è stato proprio in quel momento che ho capito che volevo continuare a salire sul palco per sentire quell'emozione unica.

Il palco e’ il premio allo studio e ad un lavoro di formazione continua non solo fisica ma anche mentale.